The DAO è morta in partenza?

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Traduzione di un articolo di Daniel Larimer (fondatore di BitShares) molto critico rispetto alla possibilità di The DAO, importante progetto della comunità Ethereum. 

The DAO è l’ultima Organizzazione Decentralizzata Autonoma ad avere sollevato enorme interesse in quanto ha raccolto oltre 100 milioni di dollari in controvalore in token Ethereum (circa il 12% di tutti gli Ethereum esistenti). La domanda rimane: è una buona idea investire in The Dao e i suoi promotori hanno imparato qualcosa da coloro che sono venuti prima di loro.

In questo articolo parlerò dell’esperienza che mi sono fatto con BitShares, non certo per promuovere BitShare quale una migliore alternativa, ma per evidenziare le dure lezioni che si possono imparare dai fallimenti di BitShares e come questi possano replicarsi con The Dao.

Un po’ di storia.

Concedetemi un momento per condividere le mie credenziali riguardo l’argomento delle DAO. Le prime due parole che compongono l’acronimo DAO, Decentralizzata e Autonoma, sono entrate nel lessico delle cripto valute dopo una discussione che ebbi con mio padre nel 2013. Io ho introdotto per primo il concetto che una blockchain possa essere vista come una DAC o azienda autonoma decentralizzata. E’ stato a causa di questo mio intervento che Vitalik Buterlin, uno dei fondatori di The DAO, ha cominciato ad esplorare il concetto in una serie di articoli in tre parti.

L’ultima parola di DAC è stata cambiata da company (azienda) in Organizzazione per evitare inutili intralci legali, ma il concetto rimane lo stesso.

Negli ultimi tre anni ho lavorato con la comunità BitShares per sviluppare le prime Organizzazioni Decentralizzate Autonome sulla base di numerosi degli stessi concetti alla base di The DAO. Fondi sono stati raccolti, monete sono state distribuite, e ai possessori delle monete è stato attribuito il diritto di voto su come spendere i fondi e come impostare i parametri della blockchain.

L’ultima versione di BitShares ha dato ai membri il controllo congiunto su oltre 6 milioni di dollari in fondi di riserva. Avanzati sistemi di consenso e di voto sono stati implementati per affrontare la riscontrata apatia dei votanti (possessori di monete). I partecipanti alla Organizzazione hanno il diritto di votare anche hard fork che implementano nuove funzionalità. BitShares ha addirittura adottato asset garantiti da un flusso di cassa per aiutare lo sviluppo di determinate funzionalità. Ogni cosa nella blockchain è stata parametrizzata e questi parametri potevano essere cambiati da parte di membri eletti di un comitato. BitShares è stata e continua ad essere uno dei più completi ed esaustivi esempi di una DAC/DAO autoregolata.

Esiste solo una differenza fondamentale tra The DAO e BitShares. Con The DAO, gli smart contracts sulla blockchain possono cambiare anche senza che tutti i nodi debbano aggiornare alla successiva versione del software. Questa differenza è relativamente piccola e in ultima analisi irrilevante rispetto al potenziale successo o fallimento di The DAO. La ragione per cui le differenze tecniche sono irrilevanti è questa: il successo o il fallimento di una DAC/DAO dipende non dalla tecnologia usata, ma interamente dal modo in cui gli utenti di una comunità interagiscono con la tecnologia e tra di loro.

Gli smart contracts non possono fare nulla contro la stupidità

BitShares aveva tutti gli strumenti, il talento e le risorse finanziarie necessarie per fare grandi cose se solo i possessori dei token BTS fossero stati in grado di accordarsi su cosa doveva essere fatto, chi dovesse essere pagato e quanto. Pertanto, quali lezioni abbiamo imparato dall’esperimento BitShares e cosa sta facendo The DAO di differente per affrontare questi problemi?

Scarsa partecipazione al voto

Una delle prime cose che abbiamo imparato da Bitshares è che la vasta maggioranza (oltre il 90%) dei possessori di monete non partecipava al voto. Questo è dovuto al fatto che votare richiede tempo, energia e capacità che la maggior parte degli investitori non possiede. Quante persone hanno le conoscenze economiche, tecniche ed imprenditoriali necessarie a votare responsabilmente?

Nel tentativo di aumentare la partecipazione al voto, BitShares 2.0. ha introdotto un voto delegato che ha centralizzato le deliberazioni nelle mani di una dozzina di delegati. Anche in questo modo, la maggior parte delle persone hanno scelto i propri delegati sulla base di scelte politiche/filosofiche piuttosto che sul merito concreto delle proposte.

The DAO attualmente richiede un livello di partecipazione al voto che è molto maggiore rispetto a quello che BitShares ha mai riscontrato per una proposta di lavoro. Anche con il meccanismo del voto delegato, il maggiore grado di consenso che i partecipanti hanno raggiunto è di poco superiore al 20%. Questo significa che The DAO si attende una partecipazione al voto di gran lunga maggiore, ma senza utilizzare voto delegato. A meno che la maggioranza delle partecipazioni sia detenuta da pochi utenti molto attivi, ciò sarà veramente difficile da ottenere.

Forse la cosa ancora più interessante è questa: con The DAO, una volta che un utente abbia votato per qualcosa a costui non sarà più permesso redimere i suoi DAO tokens per ETH e formare una nuova DAO. Con un quorum iniziale del 20% sarà inizialmente molto difficile ottenere il consenso sufficiente, soprattutto considerando le controindicazioni associate con il voto.

Sentimento contrario alla spesa.

La comunità BitShares non ha impiegato molto a realizzare che spendere fondi di riserva  per qualche progetto causava una caduta di breve termine nella quotazione di BitShares. Incapaci di sopportare la perdita sulla carta e l’impatto psicologico di una capitalizzazione di mercato inferiore, le persone hanno iniziato ad eleggere delegati che avrebbero votato contro ogni proposta di spesa.

Con the DAO si applicano gli stessi principi. Ogni volta che un progetto viene finanziato, l’ammontare di ETH che sostiene i token DAO cala ed è sostituito da uno speculativo IOU (titolo di credito) emesso dal fornitore dei servizi richiesti. Ciò che è peggio, quando gli ETH sono venduti per finanziare i progetti, il valore di tutti gli ETH diminuisce. Dal momento che the DAO detiene tutte le proprie riserve in ETH, il costo reale di finanziare un progetto include anche tutte le perdite causate dalla vendita degli ETH.

Considerando come molti degli investitori di The DAO altresì siano possessori di ETH, esiste un conflitto di interesse nelle loro preferenze di voto. Molti individui considereranno il costo a breve termine (perdita di liquidità) di autorizzare un finanziamento come molto più grande del beneficio a lungo termine. Dopotutto, autorizzare un progetto da 1 milione di dollari causerebbe a the DAO l’immediata perdite dell’1% del suo capitale e dovrebbe con ogni probabilità anche causare la caduta della quotazione di ETH anche maggiore dell’1%, laddove ognuno cercherebbe di anticipare il mercato. Sul lungo periodo il progetto potrebbe beneficiare la quotazione sia di Ethereum che di The DAO, ma il lungo termine è spesso nel futuro di anni.

Gli speculatori intelligenti sanno che possono ottenere il massimo profitto non vincolando il loro capitale nella fase di sviluppo. Essi venderanno oggi e ricompreranno al momento più vicino al completamento dei progetti.

Non tutti saranno d’accordo sul valore che un progetto approvato porterà a The DAO. Pertanto, mentre coloro che votano a favore credono che un investimento di un milione di dollari porterà 10 milioni di dollari di valore, la maggioranza riterrà che, semplicemente, un milione di dollari viene gettato al vento senza motivo. Chi ha ragione? Ebbene, le probabilità sono in favore di chi ha una visione negativa considerando come 9 startup su 10 sono destinate al fallimento.

Fortunatamente The DAO consente a chi non partecipa al voto di separarsi dagli altri e richiamare i propri fondi in ETH.

Morte per mano di 1000 Split.

The DAO ha al momento raccolto oltre 100 milioni di dollari in controvalore di valuta ETH, ma per il momento gli investitori non si sono assunti alcun rischio. Ogni singola persona che ha comperato token DAO ha il diritto di avere indietro gli ETH investiti fino a quando non eserciterà il diritto di voto. Il risultato finale è una gigantesca campagna di marketing che travisa totalmente ciò che è stato investito e ciò che non lo è. Considerando che non esiste alcun rischio che gli investitori hanno assunto, a parte il rischio di detenere ETH, e vi sono possibilità per massicci guadagni, non è una sorpresa che così tanti abbiano partecipato.

Quindi, che succederà ora? Chiunque cerchi un ritorno a zero rischio si asterrà dal voto. Se un numero superiore all’80% apparterrà a questa categoria nessun progetto sarà mai finanziato. Esiste la concreta possibilità che questo accada.

Ma saranno poi fatte delle proposte? Per prevenire il proliferare delle proposte tutte le nuove proposte debbono fare un deposito che sarà perduto se il quorum del 20% non è raggiunto. In questo caso non sarà fatta alcuna proposta prima che i proponenti siano sicuri del loro successo. Per essere sicuri del risultato sarà necessario svolgere dei sondaggi non vincolanti fuori da The DAO. E che cosa accade qualora la gente voti nei sondaggi ma rifiuti poi di votare le proposte reali? Profitti gratuiti per la DAO, quando la fee di deposito della proposta è acquisita al capitale iniziale. Questo può essere o non essere un problema, tutto dipende dall’ammontare del deposito richiesto. Ogni somma inferiore ai 100$ è probabilmente OK.

Una volta che il primo progetto è approvato un nuovo rischio si viene a creare. Ipotizziamo che venga approvato con il minimo quorum del 20%. The DAO riceverà azioni di partecipazione al progetto finanziato e queste azioni saranno divise equamente (proporzionalmente n.d.t.) tra tutti i partecipanti. Coloro che non hanno votato riceveranno le azioni e potranno poi comunque reclamare indietro i propri ETH. Coloro che hanno votato, al contrario, avranno perso la possibilità di reclamare i propri ETH. Coloro che votano prendono il 100% del rischio ma hanno solo il 20% del potenziale beneficio, laddove coloro che non votano riceveranno l’80% del beneficio con un rischio minimo.

The DAO è complicata ed ammetto che non sono sicuro di comprendere esattamente come, quando e dove gli ETH possano essere reclamati in relazione ai finanziamenti ed ai benefici. Potrebbe essere che i non votanti finiscano per finanziare l’80% del progetto e possano poi reclamare solo una frazione del loro investimento iniziale dopo che il progetto è finanziato.

In ogni caso, a prescindere da come la cosa si effettivamente implementata, vi sono maggiori benefici nel non votare e reclamare i propri ETH fuori da The DAO piuttosto che votare e tenere tutti i propri fondi vincolati in The DAO. La liquidità è preziosa.

Ingnorare la tecnologia.

Tecnologie stravaganti possono oscurare il nostro giudizio su cosa stia realmente accadendo. The DAo risolve un solo problema: l’amministratore corrotto. Sostituisce l’aderenza volontaria allo statuto sociale dietro la minaccia di una causa legale con l’aderenza automatizzata per mezzo di regole definite da un software. Questo sottile cambiamento può essere forse abbastanza per superare gli ostacoli di natura legale che affrontano gli amministratori tradizionali, ma non risolve la maggior parte dei problemi che le normative di riferimento hanno cercato di affrontare.

Ciò che The DAo non risolve sono tutti gli altri problemi inerenti ad una qualsiasi join venture. Questi sono problemi personali, economici e politici. In un certo senso, The DAO crea molti più problemi a causa delle sue rigide regole e dei costosi processi di cambiamento che sono eseguiti per mezzo di macchine.

The DAO non risolve la trappola di gruppo dove i perdenti sostengono i vincitori. Toglie potere all’attore individuale e lo forza a sottostare ad un processo di decisione collettivo. Non rende più facile raccogliere finanziamenti per le imprese, semplicemente aggiunge processi politi e burocratici eseguiti per mezzo della blockchain.

Domandatevi se investireste lo stesso in The DAO se le sue regole fossero scritte nello statuto di una ordinaria azienda di investimento speculativo. Domandatevi se non sarebbe decisamente più semplice tenere i vostri ETH e semplicemente votare con il vostro denaro per una singola IPO blockchain, laddove le regole della IPO fossero imposte per mezzo della blockchain. E adesso chiedetevi, qual è il valore che The DAO aggiunge al vostro capitale in cambio di tutte le restrizioni che impone al vostro capitale.

Una tradizionale compagnia di investimento speculativo è amministrata da esperti che studiano i potenziali investimenti in profondità e sono pagati proporzionalmente al loro successo. La gente da denaro alla compagnie di investimento speculativo perché ha fiducia negli amministratori e accetta una riduzione dei profitti perché la compagnia di investimento aggiunge valore. The DAO è semplicemente un comitato di elettori non professionali che hanno poca capacità nel condurre una autentica due diligence.

Conclusione

La mia opinione è che The DAO sarà DOA (Dead On Arrival – morta in partenza). La teoria di decidere in comune il finanziamento di progetti si scontrerà contro la realtà dell’interesse individuale, politico ed economico. Vi saranno rapide defezioni mano a mano che la gente realizzerà che vi è poco da guadagnare e molto da perdere nell’unirsi tutti insieme sotto la struttura di The DAO.

Potrebbe non accadere all’inizio, ma con il tempo la comunità Ethereum imparerà la dura lezione che la comunità BitShares ha già imparato. Creare sistemi sociali per investire collettivamente in progetti è difficile. In ultima analisi, la tecnologia può aiutare la comunicazione, ma non può risolvere le incompatibilità fondamentali tra l’interesse individuale e una processo di decisione collettivo.

 

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palatine

bitcoiner scrittore cypherpunk; runna http://www.palatineking.com

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