Streamer e le donazioni. Un duro lavoro!

Nato come un passatempo per ragazzini oggi fare lo streamer si può paragonare a un vero lavoro basato principalmente sulle donazioni.

Cosa è uno STREAMER?

streamerAgli inizi si chiamava Youtuber e si identificava per la maggiore in un ragazzino brufoloso che scimiottava davanti alla sua webcam da 360p mostrando se stesso al mondo. Il tutto con dei semplici passaggi: Si faceva un video e si inviava sui server di Youtube e dopo pochi minuti si era online. Poi arrivò Twitch che trasformò questi Youtuber in Streamer; La piattaforma(attualmente di proprietà Amazon) si basa principalmente su contenuti video riguardante videogame e, tramite programmi di broadcasting (come Open Broadcaster Software) è possibile sia personalizzare il proprio streaming che aggiungere svariati plugin al fine di migliorare, consolidare e coinvolgere i visitatori che stanno guardando in tempo reale la live.

Lo STREAMER e le donazioni

Il sistema di donazioni è l’elemento essenziale che permette, a un Youtuber o a uno Streamer, di considerare quello che sta facendo un lavoro piuttosto che un hobby. I sistemi per monetizzare tramite le donazioni sono svariati ma i piu’ utilizzati sono serviti da STREMLABS(Iniziata come startup è una azienda fondata nel 2014, con sede a San Francisco, che crea software per streamer al fine di monetizzare i loro contenuti). Streamlabs interfaccia, tramite uno dei loro plugin per OBS, una eventuale donazioni su Paypal alla live mostrando a schermo animazioni e quant’altro.

Consideriamo che le donazioni sono per lo piu’ di entità modeste(nell’ordine di qualche euro) ma nelle tasche dello streamer arriva molto meno:

Tariffe Paypal:

Inviare denaro ad amici e familiari in Italia e nell’Unione europea (in Euro):Gratuito se effettui la transazione PayPal tramite il saldo PayPal o il conto corrente collegato a PayPal. Se effettui la transazione PayPal tramite una carta collegata al conto PayPal, si applica una tariffa del 3,4% + una tariffa fissa pari a 0,35€.

Per cui ,una donazione di €.1, corrisponde a una donazione di €.0,616 dal quale, lo streamer di professione, dovrebbe detrarre le eventuali spese statali(chiamate tasse).. ma questo è un’altro discorso..

Professionisti dello Streaming

Ma le cose stanno per cambiare. Vuoi che, finalmente, Streamlabs si è accorto che esistono forme di pagamento/donazioni che rasentano il gratuito e chiamate crittovalute: Infatti, qualche mese fa ha aggiunto la possibilità di farsi pagare in Bitcoin, Ethereum, Litecoin, e Bitcoin Cash utilizzando il servizio di Coinbase. Per dovere di cronaca citiamo anche il servizio di 1upcoin che, ancor prima di Streamlabs, permetteva agli streamer d’accettare le donazioni in crittovalute sempre tramite il servizio di Coinbase.

C’è però un però(che gioco di parole): Coinbase. Perchè usare un servizio quando se ne può fare a meno? Bitcoin, come qualsiasi altra crittovaluta, si basa su una blockchain pubblica, autonoma e il suo punto di forza è proprio quello di saltare gli intermediari; Streamlabs ha trovato piu’ semplice usare le API di Coinbase piuttosto che interrogare la blockchain. Trovo questa scelta molto discutibile e, se io fossi uno streamer, farei proprio come ha fatto una persona a me cara: L’amico e videomaker Fabio Pansera (noto come Thelollerz) in una delle sue ultime produzioni ha dato il via, tramite una scelta semplice e immediata, alle donazioni tramite qrcode. Al termine del video è possibile inquadrare il qrcode usando il proprio smartphone per fare una donazione con la certezza che finisca tutta nelle tasche di chi realmente ha fatto il duro lavoro!

3 Comments
  • Fabio
    says:

    Non saprei da dove cominciare.

    Innanzitutto vorrei ringraziarti per l’articolo che riesce a spiegare meglio che cosa facciamo, e che fa capire che non siamo dei cretini (o per lo meno parte di noi) che scimmiottano cose a caso e si aspettano di ricevere compensi.

    Ci sono stati molti esempi di cio’ ed e’ endata a finire che la gente, senza nessuno che facesse un po’ di chiarezza, ci ha creduto e si e’ fatta un’opinione sbagliata ed ha fatto di tutta l’erba un fascio.

    Sicuramente il nostro mondo e’ pieno di mele marce e cattivi esempi, persone senza arte ne’ parte che hanno avuto dalla loro solo spintarelle e/o essere nel posto giusto e fare quella determinata cosa nel momento giusto.

    E’ oramai 10 anni che faccio il videographer, non posso dire altrettanto su YouTube e Twitch, ma comunque per me e’ sempre stato divertimento e passione, dato che molto spesso con i clienti non ti capita di girare il video come vuoi tu ma devi farlo come vogliono loro (giustamente).

    Quindi grazie mille di nuovo, davvero, perche’ e’ giusto che qualcuno parli di noi e faccia capire a chi non ci conosce, che dovrebbero giudicare persona per persona, streamer per streamer, youtuber per youtuber.
    Esattamente come ci puo’ essere l’elettricista pacco, ci puo’ anche essere lo streamer/youtuber pacco.

    Io personalmente cerco sempre di impegnarmi e di fare quello che in inglese chiamano “the extra mile” ovvero fare quel passo in piu’ che costa fatica ma che fa la differenza sul prodotto.

    Anche la scelta del mio format non e’ popolare, tanti hanno criticato il format perche’ dura un’ora e tanti youtuber ci farebbero 4 episodi con quel montato… tuttavia preferisco seguire cio’ che l’istinto mi dice.. e magari fallire, ma fallire facendo quello che ho voluto fare io, non con quello che mi hanno detto di fare gli altri.

    Le crittovalute sono state un azzardo, tutto punta in direzione opposta a livello marketing quando sei una figura pubblica, streamer o youtuber che sia.
    E’ una scelta impopolare per gli stereotipi e luoghi comuni sulle critto, perche’ sono momentaneamente (solo a livello di mentalita’) piu’ scomode e meno istantanee di una donazione tramite streamlabs o paypal.

    Ma onestamente durante la crisi provocata dalla banca mondiale, e da quelle americane, io e la mia famiglia abbiamo perso tutto, TUTTO.
    Quando cominci a scavare, ad informarti, a vedere le cose come stanno (e non parlo di teorie complottiste ma di dati oggettivi che tutti possono tranquillamente vedere e verificare in quanto pubblici) mi viene solo il volta stomaco.

    Le banche, le istituzioni, aziende come paypal ed altri, ci stanno prendendo per il culo (scusate il francesismo) da ormai troppo tempo.

    Ma e’ ora che comincino a tremare, e’ ora che capiscano che la loro data di scadenza non e’ piu’ sostituibile grazie ad un banale cambio di etichetta.

    E’ ora che realizzino che e’ finito il tempo del perdono… e’ venuto il tempo del giudizio.

    E senza noi a testimoniare a questo processo, riempiendo goccia per goccia un’intero vaso da far traboccare, nessun giudice riuscira’ a far giustizia.

    Io ho preso una posizione, per quanto piccola ed insignificante l’ho fatto, ORA TOCCA A TE.

    Alza il culo e non rimandare a domani quello che puoi fare oggi.

    INFORMATI e AGISCI.

  • save1985
    says:

    Complimenti, un articolo molto interessante, mi sembra un’alternativa molto valida alle donazioni agli streamer considerando che perdono una buona fetta di guadagno ad ogni transazione

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