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Siamo nell’occhio di un ciclone finanziario globale

 

Traduzione di un recente post di Charles Hugh Smith. Molto apocalittico. Il mio genere preferito. 😉

Gli dei Keinesiani hanno fallito, e come conseguenza ci ritroviamo nell’occhio di un ciclone finanziario globale.

Il dio keinesiano della crescita ha fallito.

Il dio keinesiano del prendere a prestito dal futuro per finanziare il consumo di oggi ha fallito.

Il dio keinesiano dello stimolo monetario e della finanziarizzazione ha fallito.

Le banche centrali e gli stati pregano questi idoli keinesiani:

  1. Crescita (non importa il costo o quale tipo di crescita, la crescita è buona a prescindere, anche quando assume la forma di un cancro aggressivo).
  2. Prendere a prestito dal futuro per finanziare la festa di oggi, inutili lauree universitarie, mobili in truciolato, buy-back azionari eccetera (oops, intendevo investimenti), ovvero spendere a debito, ovvero ancora un modo carino per dire una cosa sgradevole: rubare ai nostri figli e nipoti per finanziare il nostro attuale stile di vita.
  3. Stimolo monetario/finanziarizzazione. Se l’investimento privato manca (a causa dei pochi investimenti convenienti alle attuali altissime quotazioni e perché ci sono pochi investimenti allettanti in una economia globale caratterizzata da una massiccia sovraproduzione e sovracapacità), abbassiamo i tassi di interesse a zero (o sotto zero) per stimolare nuovo debito per qualsiasi cosa: speculazioni globali sui tassi, derivati spazzatura eccetera.

Questa è la mia definizione di finanziarizzazione

Finanziarizzazione è la mercificazione di massa di strumenti di debito e di strumenti finanziari basati sul debito per mezzo di asset che erano a basso rischio in precedenza, la costruzione di una piramide di rischio e guadagno speculativo che è possibile solo con la massiva espansione del credito a basso costo e dell’indebitamento.

Lo so, è parecchia roba, proviamo a spacchettarla nelle sue componenti essenziali.

I mutui sulla casa sono un buon esempio di come la finanziarizzazione aumenti i profitti finanziari aumentando il rischio e distribuendolo agli ignari consumatori che non vedono il potenziale per perdite ingenti.

Ai vecchi tempi i mutui sulla casa erano sicuri e noiosi: le banche e gli istituti di credito emettevano i mutui e tenevano i prestiti suo loro libri, guadagnando un ritorno stabile per tutto il termine trentennale del mutuo.

Poi la macchina della finanza ha rivoluzionato il mercato dei mutui sulla casa per incrementare i profitti. Il primo passo è stato quello di generare nuovi tipi di mutuo con più ampi margini di profitto rispetto ai comuni mutui sulla casa. Tra questi, per esempio, mutui senza anticipo, mutui senza interesse per i primi anni del prestito, mutui a rate variabili, linee di credito garantite dal valore degli immobili e così via.

Questo ampliamento delle possibilità (e dei rischi) ha grandemente espanso anche la platea di persone che potevano accedere ai prestiti. Ai vecchi tempi, solo coloro con un reputazione creditizia stellare potevano accedere ad un mutuo sulla casa. Nel reame della finanziarizzazione, basta essere vivi per poter accedere a qualche tipo di prestito esotico.

Il tasso di interesse, il rischio ed i margini di profitto sono così diventati molto maggiori per gli emittenti dei prestiti. Cosa c’è di male in questo? Bene, il rischio di insolvenza è un problema. L’insolvenza genera perdite.

La soluzione della finanza: impacchettare il rischio di insolvenza in prodotti dall’apparenza sicura e scaricarli sugli ignari consumatori-investitori. La cartolarizzazione dei mutui ha consentito agli emittenti dei prestiti di razziare le commissioni di emissione e poi di scaricare il rischio di insolvenza sugli acquirenti dei prodotti cartolarizzati.

La cartolarizzazione era stata cucita su misura per nascondere il rischio in profondità, dentro prodotti solo all’apparenza sicuri al fine di massimizzare i profitti di emissione alle spese degli ignari investitori, che hanno acquistato titoli ad alto rischio sotto la falsa impressione che fossero “sicuri mutui sulla casa”.

La finanziarizzazione, che può espandersi e dominare l’economia solo se è supportata dalle banche centrali intente ad aumentare il credito, ha due inevitabili ed altamente tossiche conseguenze:

Il rischio si insinua in ogni interstizio del sistema finanziario, così aumentando in gran misura le probabilità per un reazione a catena durante le crisi di mercato. Ciò è esattamente ciò cui abbiamo assistito durante la crisi finanziaria globale del 2008-2009: i mutui subprime che si pensava non fossero a rischio contagio, hanno causato la caduta di moltissimi altri titoli, mettendo in ginocchio l’intero sistema.

Una straordinario divario nella ricchezza e nel reddito, laddove coloro che sono più vicini alla cornucopia di denaro/credito delle banche centrali possono arraffare asset produttivi ad un costo molto minore di quello cui possono accedere i normali investitori.

La rabbia crescente delle masse lasciate indietro dalle banche centrali e dalla finanziarizzazione dell’economia è il risultato diretto della politica di stimolo finanziario di derivazione keinesiana, che ricompensa le scommesse speculative contratte a debito da coloro che sono più vicini all’emittente di credito a basso costo.

Come ho spiegato altrove, l’unico possibile esito di uno stimolo monetario da parte delle banche centrali è la finanziarizzazione dell’economia, e l’unico possibile esito della finanziarizzazione dell’economia è il crescere del divario in ricchezza e reddito nella popolazione.

Il sistema finanziario globale è nell’occhio di un ciclone senza precedenti. Mentre i banchieri centrali si congratulano con loro stessi per il loro preteso dominio sulla natura, e segretamente pregano gli idoli del culto keinesiano ogni notte, la conseguenza inevitabile del prendere a prestito dal futuro, dell’ossessione con la crescita ad ogni costo e della finanziarizzazione dell’economia e della politica di stimolo economico –vale a dire: i ricchi diventano sempre più ricchi grazie alle banche centrali- è il collasso del sistema.

Non fatevi abbindolare dalla stampa di regime e dalle chiacchiere politiche sul fatto che tutto è OK e che la crescita ritornerà da un giorno all’altro. L’unica crescita che stiamo davvero sperimentando è quella del cancro finanziario, del rischio sistematico e del crescente divario nella ricchezza e nel reddito.