L’Isis si finanzia con i Bitcoin?

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Bitcoin, l’oscura moneta decentralizzata che vive negli spazi più nascosti del web è un’ottimo prodotto da rendere complice dei più svariati reati

Mi riferisco principalmente al giornalismo attuale ma sopratutto a una notizia che da qualche settimana sta popolando all’interno delle varie testate più o meno giornalistiche: “Bitcoin: la moneta preferita dai militanti dell’Isis”. Si scrive di un indirizzo bitcoin in possesso all’ISIS dove risiedono 3 milioni di euro. I giornali scrivono che questa informazione arriva da “Ghost Security Group” ma senza spiegazioni ne tanto meno prove concrete.

Bitcoin, sicuramente, fa gola a chi desidera passare denaro da un punto all’altro del globo in velocità e con un apparente anonimato. Dico apparente in quanto bitcoin si regge grazie a un database pubblico dove, al suo interno, si possono consultare ogni transazione avvenuta(blockchain). Quelli di Ghost Security Group non hanno mai pubblicato questo fantomatico indirizzo pubblico carico di bitcoin appartenente all’Isis. Comunque, mettiamo che i signori dell’Isis abbiano effettivamente accumulato questi 3 milioni in donazioni o altro.. A meno che i loro fornitori non accettino bitcoin come forma di pagamento, dovranno cambiarli in euro. Per cambiarli in euro in ogni paese ci sono i più svariati servizi ma, difficilmente, possono garantire un anonimato per cifre sostanziose. Il servizio di Localbitcoins permette lo scambio  “a mano” da bitcoin in euro tra privati(e quindi effettivamente quasi anonimo), ma date una occhiata alle cifre che girano.. per scambiare milioni di euro ci vorrebbero anni.

Questo per dire che è facile accusare strumenti che non possono difendersi. Strumenti che non appartengono a società che possono denunciare la notizia. E’ ovvio che i principali mezzi di finanziamento di terroristi non possono essere i bitcoin ma piuttosto il più ben conosciuto petrolio o oro.

Cari lettori, lasciate perdere  articoli simili e imparate a leggere ogni notizia che potete trovare sui media con la vostra mente. Il giornalismo attuale è per lo più un insieme di persone che scrivono un po di tutto senza approfondimento e, nel caso di bitcoin, con ignoranza e spesso copiandosi l’un l’altro. Ma, sappiamo bene, che copiare è un’arte e a quanto pare non sanno fare bene nemmeno questo.

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Mirko Feriotti aka Ziomik

Profeta del Bitcoin sin dagli esordi e fermamente convinto sulle potenzialità della moneta decentralizzata.


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