La GRILLOTTINA ovvero il management dell’incazzatura

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Ancora sulla guerra dichiarata alle fake news sul web.

Pitruzzella (presidente della Agenzia Garante per la Concorrenza ed il Mercato) propone un organismo pubblico per decidere preventivamente se certe notizie possano essere pubblicate o meno sul web.

Il web insorge, tutti a gridare allo scandalo.

Poi arriva la contro-proposta di Beppe Grillo.

Propongo non un tribunale governativo, ma una giuria popolare che determini la veridicità delle notizie pubblicate dai media. Cittadini scelti a sorte a cui vengono sottoposti gli articoli dei giornali e i servizi dei telegiornali. Se una notizia viene dichiarata falsa il direttore della testata, a capo chino, deve fare pubbliche scuse e riportare la versione corretta dandole la massima evidenza in apertura del telegiornale o in prima pagina se cartaceo.

Notate niente?

Da un lato i filo-governativi vogliono mettere in piedi l’ennesima agenzia di burotecnocrati per censurare il web.

Dall’altro lato Beppe Grillo propone la giuria popolare per stabilire se le notizie sono vere e o false con conseguente rituale di umiliazione del giornalista.

Entrambe le proposte sono agghiaccianti e folli, ovviamente. Visto che nessuna delle due considera che possa essere responsabilità di ciascuno districarsi tra le cazzate, le post-cazzate, la veridicità della menzogna, la post-verità, la propaganda e la contro-propaganda senza l’assistenza di un organo terzo ed “imparziale”. lol.

Oggi, la sola idea che qualcuno possa, debba o voglia decidere cosa è meglio per sé è scandalosa. Perchè oggi noi abbiamo “diritto” alla verità, il che -tradotto in italiano- significa che abbiamo bisogno di qualcuno che pre-digersca la realtà, la impasti di succhi gastrici velenosi e ce la propini come si farebbe con un neonato. Meravigliosi diritti della contemporaneità.

La domanda è semplice: è rimasto in Italia un liberale, un non-collettivista, un non-seguace di una o l’altra delle diverse forme di statalismo che ci ammorbano da più di un secolo?

Esiste qualcuno che possa dire a entrambi questi signori: toglietevi di mezzo, non ci servite?

Nessuno?

Forse non è facile. Ma di sicuro la soluzione non è cedere un altro pezzo della nostra libertà (quello di scrivere e leggere il cazzo che ci pare, balle e propaganda inclusa) all’agenzia Pitruzzelliana piuttosto che all’aberrante Grillottina di Beppe conducător

L’unica differenza (e non modesta) tra Pitruzzella e Grillo è che il primo è talmente sconnesso dalla realtà da credere davvero a ciò che dice. Grillo è invece più scaltro. La Grillottina è infatti coerente con la linea già tenuta in passato: quella di parlare direttamente al ventre della gente incazzata e delusa, afferrandola per la frustazione e la voglia di rivincita verso un establishment obiettivamente imbarazzante. Tutto in ottica elettorale ovviamente.

Su questo non si può dargli torto a Grillo: vincere le elezioni è il primo e l’unico obiettivo in politica e, per raggiungerlo, ti servono elettori motivati. E l’incazzatura è certo motivazione potente.

Quali e quante teste poi passeranno per la Grillottina solo il futuro lo dirà.

 

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palatine

bitcoiner scrittore cypherpunk; runna http://www.palatineking.com


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