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Esiste privacy con bitcoin? Siamo anonimi?

 

La preoccupazione in questa domanda non dovrebbe esistere se i bitcoin vengono utilizzati per compiere movimentazioni lecite, ciò nonostante privacy e anonimato sono diritti per i quali ogni persona dovrebbe “lottare”. 

 

Le transazioni bitcoin, ossia la blockchain 

Ogni transazione esistente nella blockchain consiste in un ingresso e in una uscita di una certa quantità di satoshi(tranne le monete generate); Tutte solo legate a indirizzi(chiavi pubbliche) e molte sono combinazioni di diversi indirizzi. Da tutti questi indirizzi è possibile effettuare un collegamento incrociato e risalire a una determinata identità. 

Un servizio gratuito che ci permette d’effettuare questa ricerca è Walletexplorer. E’ sufficiente inserire un indirizzo bitcoin o il codice di transazione per poter avere una panoramica su dove sono stati inviati o da dove si siano ricevute determinate cifre. Ovviamente il servizio si basa su indirizzi conosciuti di servizi conosciuti (per esempio qui abbiamo la pagina dedicata all’exchange The Rock Trading)

 

Mappatura degli indirizzi bitcoin

Le transazioni sono all’interno di un grosso contenitore chiamato blockchain. Essa non risiede in nessun server centralizzato ma bensì è racchiusa all’interno del software bitcoin tramite un sistema peer to peer.

Tutti i software bitcoin avviati collaborano tra di loro per un fine comune e ognuno di essi collezionano una lista di indirizzi IP degli altri nodi collegati al sistema. Grazie a questa caratteristica è possibile risalire ai nodi che costituiscono la rete bitcoin.

Un esempio di questa mappatura può essere visualizzata grazie al programma Bitnodes.

Con determinati sistemi(non alla portata di tutti) e avendo un po di conoscenza della tecnologia bitcoin è possibile sapere(anche se non con certezza) l’ip di un determinato indirizzo bitcoin(sempre che sia stato coinvolto in transazioni).

 

Cosa ne pensano gli utilizzatori di bitcoin?

Dei ricercatori tedeschi hanno recentemente pubblicato un documento con i risultati di una loro ricerca.

In pratica sono state sottoposte alcune domande a degli frequenti utilizzatori di bitcoin e i risultati hanno portato alla luce che la maggior parte di queste persone campione(70 per cento) sono a conoscenza delle caratteristiche della tecnologia bitcoin ma ritengono che non sia un problema il livello di sicurezza e privacy in cui ci si espone.

Tuttavia un buon 20 per cento sostiene di prendere in considerazione l’abbandono di bitcoin a causa del basso livello di anonimato. Potete scaricare la relazione in pdf cliccando qui

 

Come rendersi anonimi e avere privacy con bitcoin?

Alcuni sistemi per migliorare la privacy utilizzando bitcoin è evitare di riutilizzare un indirizzo già utilizzato e usare indirizzi stealth; Gli indirizzi stealth sono stati per la prima volta proposti nel 2014 dallo sviluppatore Peter Todd proprio per aggiungere ulteriore privacy alle transazioni. Nella pratica si basa sull’accordo tra il ricevente e il mittente nello scambio delle chiavi crittografiche(Diffie-Hellman key exchange). Ad oggi (che io sappia) l’unico wallet che se ne sta occupando è Samouraiwallet disponibile solamente per piattaforma Android.

Un altro sistema è l’utilizzo di miscelatori come, per esempio, il già recensito Payshield o Bitfog(link tor).

 

Dobbiamo preoccuparci della privacy bitcoin?

Direi di NO. Bitcoin garantisce già di per se un alto livello di privacy ed è sufficientemente anonimo. Eventualmente aspetta all’utilizzatore preoccuparsi di mettere in pratica eventuali strategie per avere una sicurezza di anonimato superiore.