Denaro sicuro nella banche italiane?

Tempo di lettura:2 minuti

Siamo proprio certi che nella banche italiane ci sia denaro sicuro? Le nostre ricchezze possono essere considerate protette? Dobbiamo avere timori oppure possiamo credere che gli eventi catastrofici accadono solo all’estero? Un qualsiasi uomo adulto che ha utilizzato e depositato denaro per tutta la vita in una qualsiasi banca italiana sicuramente non ha mai avuto problemi e probabilmente si è solo lamentato per il tasso di guadagno ormai inesistente o per le salate spese annuali di mantenimento.

Anche i greci, prima del disastro, si preoccupavano solo di questo “sciocchezze”(ora preferisco il materasso piuttosto che una banca), quindi è giusto essere consapevoli che non esiste una banca davvero sicura al 100%. Attualmente,come ben sapete, l’Italia non è in una condizione ottimale(così come gran parte dei paesi europei) e lo stato assicura, solamente per importi fino a 100 mila euro, una garanzia sul depositato. Questo è quanto decretato dalla direttiva 49/2014 in materia di sistema di garanzia dei depositi ma, possiamo ritenerla valida, fino a quando il fallimento è di una sola banca ma, nel caso si dovesse assistere al fallimento di due o più banche, questa garanzia non potrebbe essere assicurata.

Ogni banca ha la sua solidità che viene giudicata tramite un parametro chiamato CET 1

Per valutare la solidità patrimoniale delle banche vengono impiegati degli indicatori, chiamati ratio. Quello che da quest’anno è diventato il parametro più utilizzato per valutare la solidità di una banca è il Cet 1 (Common equity tier 1) ratio, il rapporto tra Cet 1 (rappresentato principalmente dal capitale ordinario versato) e la attività ponderate per il rischio. Secondo le norme della Bce, il Cet 1 ratio deve essere superiore all’8%.

 

Tramite i dati visibili nell’immagine qui sotto,  possiamo valutare il CET1 delle principali banche italiane (dati forniti dall’univeristà Bocconi per il Corriere Economia e aggiornati a gennaio di quest’anno)

cet1

I miei risparmi sono a rischio?

Difficile fare previsioni e non sarebbe corretto portare allarmismi ingiustificati ma bisogna essere consapevoli che, in linea generale, la salute della banche e del sistema su cui si sono baste fino ad oggi è in grave difficoltà. Molti ne sono consapevoli e hanno già iniziato a spostare parte della propria ricchezza in banche estere(ovviamente non europee). Certo che, per chi non è un imprenditore o comunque non possiede grossi capitali, questa manovra protettiva diventa difficoltosa e, probabilmente, non si è nemmeno posto il dubbio se farlo o meno.Oggi, la soluzione migliore, è diversificare la ricchezza investendo in più prodotti. La storia e le situazioni fuori al nostro paese ci hanno fatto capire che il denaro non deve stare tutto in banca.

Dove investo il mio denaro?

Il popolo più astuto, anche in questo campo, è indubbiamente il popolo cinese. Recentemente abbiamo scritto un articolo che evidenzia la preoccupazione della popolazione cinese per il valore decrescente del Yuan e come abbiano trovato sollievo convertendo la loro moneta in bitcoin. Oggi, possedere una percentuale dei propri risparmi in bitcoin è la soluzione migliore per preservare in autonomia parte della propria ricchezza.


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Mirko Feriotti aka Ziomik

Profeta del Bitcoin sin dagli esordi e fermamente convinto sulle potenzialità della moneta decentralizzata.

0 pensieri riguardo “Denaro sicuro nella banche italiane?

  • 22 luglio 2016 in 10:55
    Permalink

    Se avete denaro in questa banche state all’occhio. Iniziate a prelevare pian piano i vostri soldi prima che sia troppo tardi:
    Banca Carige,Banca Monte dei Paschi di Siena,Banco Popolare,Banca Popolare dell’Emilia Romagna,Banca Popolare di Milano,Banca Popolare di Sondrio,Banca Popolare di Vicenza,Barclays Italia,Credito Emiliano,Iccrea Holding,Intesa Sanpaolo,Mediobanca,Unicredit,Unione di Banche Italiane,Veneto Banca

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