Cinesi ricchi con l’Italia. L’italiano no..

Da quasi un decennio si assiste a una invasione pacifica di cinesi nel nostro paese che pian piano si sono fatti strada nella nostra complessa penisola. Portano con loro grosse cifre economiche(spesso contante) e acquistano attività come non ci fosse un domani.

Premessa

Questo non è un articolo razzista ma sicuramente “di parte”. Vuole rappresentare una considerazione di quanto è capitato in Italia negli ultimi anni. Tale articolo è stato partorito a seguito di quattro chiacchiere con un amico cinese che ha una attività nella mia città.

I cinesi diffidano delle banche

Per il cinese medio le banche non esistono. Diffidano di loro e evitano come la peste di depositarci denaro. Questa regola vale sia qui che al loro paese. Ed è con questo principio che tutta la parentela allargata (figli,cugini,zii,nonni) si trova con piccole cifre che, sommate tra loro, fanno grossi capitali da consegnare al giovane parente che con un biglietto di sola andata espatria per arrivare qui da noi.

L’italiano senza lavoro

Per noi italiani lavorare o comunque trovare lavoro qui in Italia è ormai una impresa impossibile. Chi a 40 anni o più rimane senza lavoro è costretto, per campare, a lavorare per tre o quattro euro l’ora(sono retribuzioni reali e, per quanto assurde, approvate anche dai maggiori sindacati); così ci si trova a condividere lavori occasionali(che piano piano diventano abituali) che, fino a qualche anno fa, erano un privilegio d’immigrati che scappavano dal loro paese d’origine a causa di guerre o carestie. I più fortunati possono permettersi di consumare il guadagno accumulato dai genitori nella speranza di perire prima di terminarlo.

Non c’è lavoro in Italia ma i cinesi fanno soldi

Quello che differenzia un comune immigrato o un comune italiano da un cinese è la volontà di accumulare ricchezza in tempi brevi.Arrivano con una valigetta carica di dobloni e comprano sopratutto attività legate alla somministrazione di bevande o piccole attività dove non sono necessarie esperienze particolari. Spesso, all’interno della proprietà lavorativa, sguazzano tutta la famiglia. In parole povere si trovano un lavoro e pure anche un appartamento. Gestiscono l’attività a livello famigliare spendendo il meno possibile qui in Italia(bloccando parte dell’economia).

Dove mettono i soldi guadagnati?

Considerando lo stipendio medio cinese (190 euro/mese) potete ben capire che manna sia l’Italia per loro. Il denaro accumulato viene inviato in Cina dove si trova il resto della famiglia e/o vere attività che permettono la capitalizzazione del denaro. Il denaro capitalizzato viene reinvestito nel paese orientale garantendo allo stesso una economia fiorente e sana. Nel giro di 5 o 6 anni l’emigrato può abbandonare lo stivale (forse lasciando tasse e chiodi) per tornare ricco sfondato e godersi la vita nel suo paese d’origine.

Cosa possiamo fare noi italiani?

Bella domanda. Forse trovarci un paese più ricco dell’Italia e fare come loro? Se avete una idea lasciate una vostra considerazione qui sotto..