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BITCOIN, IL RISVEGLIO E’ ARRIVATO

Epico post di Vinny Lingham, meritava assolutamente la traduzione. Vi invito a vedere l’originale qui per seguire anche tutti i link che non ho riportato.

Dopo avere letto il mio primo post, intitolato “Cercando un equilibrio” nel marzo 2014, si sarebbe potuto sostenere come io fossi un po’ pessimista riguardo Bitcoin, dal momento che avevo scritto che sarebbe stato negoziato al ribasso fino a che certi fondamentali non si fossero manifestati.

A quel punto nel tempo, la maggioranza della comunità Bitcoin si attendeva che Bitcoin tornasse sui massimi precedenti del 2013 di circa $ 1255 e facilmente superasse i $ 2000. Infatti, quando avevo sondato i partecipanti al CoinSummit nel 2014, quasi nessuno credeva il contrario. I lo credevo. E lo credevo nonostante solo l’anno precedente avessi correttamente previsto che Bitcoin avrebbe superato i $ 1000.

Per riassumere il mio post precedente, avevo sostenuto che:

  • Bitcoin non è una valuta, ma una una merce (da allora numerosi organismi internazionali l’hanno dichiarato tale)
  • L’adozione di massa era carente (e lo è tuttora in larga parte)
  • Gli smart contracts sarebbero stati particolarmente importanti caso di utilizzo per Bitcoin.
  • L’adozione da parte dei commercianti era più rapida che l’adozione da parte dei consumatori.
  • Esisteva una carenza di fiducia negli exchange e una limitata capacità di acquistare Bitcoin.
  • Trend negativo (il prezzo di Bitcoin stava scendendo e non salendo)
  • I margini dei miners si riducevano forzandoli a vendere più Bitcoins.

25 mesi fanno la differenza nel mondo della tecnologia! Se esaminiamo i punti sopra riportati, possiamo notare chiaramente i seguenti mutamenti:

  1. L’adozione da parte dei commercianti ha chiaramente rallentato ed i consumatori stanno accelerando la loro adozione, per la maggior parte early adopters, ma il margine tra le due classi si è praticamente invertito.
  2. Gli smart contracts sono entrati in voga, insieme al concetto di Blockchain e alle altre chain alternative, come Ethereum. La mia nuova startup, Civic, sta attualmente usando la tecnologia blockchain per creare una piattaforma di identità personale sicura per i consumatori, ad esempio.
  3. I margini di guadagno dei minatori appaiono molto migliori, in ripresa dai minimi di prezzo a $ 200 dell’anno scorso.
  4. Il prezzo del Bitcoin è in salita, non in discesa, così creando una inerzia verso l’alto.
  5. Esiste una forte fiducia verso gli exchange e le piattaforme per acquistare bitcoins, come Bitstamp, ad esempio, che recentemente è stata approvata nell’Unione Europea, Coinbase, Kraken, BitX ed altri.

Pertanto, puramente sulla base dei miei precedenti argomenti contro la risalita del prezzo, io credo che le forze che arrestavano bitcoin in precedenza, lo porteranno a superare il livello di $ 1000 quest’anno.

In ogni caso, come suggerisce il titolo di questo post, si è verificato un risveglio. Da circa un anno sto discutendo di condizioni favorevoli riguardo Bitcoin e alcune di queste idee hanno cominciato ad assumere un certo peso. Vorrei sintetizzarle in 3 categorie:

Utilizzi industriali stanno emergendo

Il Capitale di rischio è entrato nelle start up Bitcoin e Blockchain ad una velocità mai vista, arrivando oggi a superare il miliardo di dollari. Queste startup, come Chronicled & Stem (rivelazione: ho investito in entrambe), stanno costruendo soluzioni che utilizzano la tecnologia Blockchain in settori economici dove in precedenza tali soluzioni erano impossibili o finanziariamente insostenibili.

Il settore bancario sta investendo pesantemente in ciò che loro chiamano “Blockchain”, ma con particolare attenzione ad evitare Bitcoin. Io personalmente penso che le cose cambieranno su questo punto, appena uno di questi progetti sarà compromesso dal punto di vista della sicurezza. Ciò detto, molte banche straniere stanno ricercando e usando la Blockchain di Bitcoin per innovare i loro processi. Io penso che dobbiamo accettare il fatto che viviamo in un mondo dove esiste una “catena di catene” (n.d. si riferisce alle diverse Blockchain dei diversi cryptoasset), tutte interconnesse tra loro. Bitcoin forse non arriverà mai a dominare il mondo della catene finanziarie (n.d.t. nello stesso senso di cui sopra), ma potrebbe affermarsi come la piattaforma intermedia per le compensazioni tra le diverse catene.

Lo short squeeze sta arrivando

Il maggiore fattore della futura salita di prezzo, secondo la mia opinione, è quello che io definisco il “il più fottutamente epico short squeeze della storia” (n.d.t. LOL). Uno short squeeze di base è ciò che accade quando le persone che stanno vendendo un asset allo scoperto, si accorgono che il prezzo è salito e sono costretti a riacquistare questo asset per assicurarsi di non incorrere in ulteriori perdite.

Nel mondo Bitcoin, ciò può accadere in questi casi:

  1. Traders e speculatori muovono dall’assunto che il prezzo sta per abbassarsi, prendono in prestito Bitcoin attraverso exchange come Bitfinex, e vendono le monete sul mercato, aspettando che il prezzo cali per comprare ad un prezzo inferiore rispetto quello cui hanno venduto, pagare le commissioni all’exchange e fare profitto.
  2. I minatori (n.d.t. si tratta delle imprese che validano le transazioni bitcoin sulla Blockchain, utilizzando hardware specializzato) vogliono assicurarsi i profitti. Ciò ordinariamente si chiamerebbe “copertura”, laddove essi producono abbastanza bitcoin al giorno da garantire loro la provvista per la produzione futura. In ogni caso, l’halving sta arrivando. Il giorno dell’halving è il giorno in cui si raggiunge un determinato blocco ed il premio ai minatori per ciascun blocco si dimezza (passando a 12,5 bitcoin per blocco dagli attuali 25). Questo avverrà agli inizi del luglio 2016. Il problema che questo comporta per i minatori è che, se essi stanno cercando di assicurare i loro profitti adesso, prendendo in prestito e vendendo bitcoin, con l’intenzione di ripagarli dopo l’halving, saranno costretti ad acquistare sul mercato qualora non riescano a produrre abbastanza bitcoin con le operazioni di estrazione dei blocchi. E’ la stessa cosa che vendere derrate sul mercato dei futures e poi essere colpiti da una tempesta che dimezzi il raccolto. L’unico modo per cui, tecnicamente, ciò non abbia a verificarsi è qualora il prezzo dei bitcoin raddoppi al momento dell’halving (e non succederà).

Dal momento che bitcoin viene scambiato a margine (il che significa che solo una percentuale delle monete prodotte viene scambiato), c’è meno liquidità e cambiamenti estremi quali il calo del 50% del premio per blocco avranno un impatto sul mercato maggiore di quanto ci si aspetti, scatenando uno short squeeze.

Si potrebbe ribattere che il mercato abbia già considearato questo fatto, ma ciò non è vero. E il motivo è che l’hash rate fluttuerà molto rapidamente durante il periodo dell’halving e questo causerà parecchia volatilità per i minatori ed i trader. Inoltre, il tasso reale di deflazione (n.d.t. rectius inflazione, come si vedrà appena sotto) del Bitcoin non è davvero nota, come andrò ora a spiegare.

Inflazione reale contro inflazione nominale in Bitcoin

Il Bitcoin è stato creato come una valuta deflazionaria. La provvista complessiva ammonta a 21 milioni e non sarà mai cambiata. Ci sono all’incirca 15.5. milioni di monete in circolazione e circa 3600 prodotte ogni giorno, il che ci porta intorno ai 100.000 bitcoin al mese, il che totalizza un tasso nominale di inflazione (in relazione alle monete prodotte) di circa 8% annuo. Questo dovrebbe teoricamente calare al 4% dopo l’halving. Ma è davvero così?

Se partiamo dal presupposto che 4 milioni di monete non saranno scambiate nel tempo a venire, l’attivo circolante di Bitcoin è più vicino ai 12 milioni (rispetto alle monete prodotte attualmente).Considerando poi che vengono correntemente estratte 100.000 monete al mese, l’inflazione reale si attesta al 10% e non all’8%. Pertanto, al momento dell’halving, l’inflazione reale calerà al 5% annuo.

In base alle ricerche di John Ratcliff, vorrei avanzare una nuova opinione rispetto il tasso di inflazione reale del Bitcoin. Per varie ragioni, pare che il 25% delle monete non siano in circolazione attiva (perduti, cold storage, Satoshi). Tutti i numeri sono arrotondati:

Nel 2014, l’inflazione nominale di Bitcoin era 10,3% e quella reale 15,1%

Nel 2015, l’inflazione nominale di Bitcoin era 9,3% e quella reale 10,1%

Nel 2016, l’inflazione nominale di Bitcoin sarà 6,4% e quella reale 8,7%

Nel 2017, l’inflazione nominale di Bitcoin sarà 4% e quella reale 5,5%

L’inflazione nel Bitcoin ha un interessante differente applicazione rispetto all’inflazione nel mondo reale, e cioè che i prezzi non salgono perché i governi stampano moneta, ma salgono in ragione della scarsità (domanda/offerta). Se constatate che l’inflazione reale si ridurrà di quasi 2/3 in circa tre anni, ciò significa che per soddisfare l’attuale volume di acquisto, Bitcoin dovrà trovare un nuovo e più alto punto di equilibrio tra domanda e offerta. Io non credo che queste considerazioni siano state adeguatamente prese in considerazione dal mercato.

Bitcoin quale asset strategico globale scatenerà una “guerra agli armamenti”

Attualmente il market cap di Bitcoin (7 miliardi di dollari) è semplicemente troppo piccolo per consentire un largo acquisto di Bitcoin da parte di una qualunque organizzazione governativa. Ma se Bitcoin dovesse iniziare a salire globalmente e, in conseguenza di valutazioni strategiche, un qualsiasi governo dovesse decidere che vuole possedere una fetta della limitata provvista di 21 milioni di bitcoin, suppongo questo scatenerebbe una sorta di guerra agli armamenti per il possesso della merce digitale. Immaginate se la Cina dovesse iniziare ad acquistare larghe quantità di bitcoin, pensate forse che gli altri governi resterebbero immobili a guardare. Io non credo. Pertanto la mia previsione è che entro il 2017 i governi diverranno i più grandi acquirenti di bitcoin, spingendo il prezzo verso nuovi record.

E’ sempre facile fare previsioni stupefacenti. Lo scopo di questo articolo era di delineare quelle che ritengo le forze positive che spingeranno bitcoin verso l’alto. Io ignoro se il prezzo raggiungerà i $ 1000 o i $ 10.000, l’unica cosa che so per certo è che è destinato a salire. Se fossi forzato a fare una previsione, direi oltre i mille dollari nel 2016 e oltre i 3000 dollari nel 2017. Non vedo l’ora di assistere agli sviluppi!