Aumento del blocco bitcoin. Parliamone..

Tempo di lettura:3 minuti

 

Si discute da tempo del problema “scalabilità bitcoin” e cioè del limite a 1 Mbyte della dimensione dei blocchi. Approfondiamo l’argomento.

Il sistema bitcoin si regge su un enorme database dinamico dove ogni transazione effettuata viene scritta in modo indelebile. Lo stesso sistema ha scritto nel codice che la dimensione massima dei blocchi sia pari a 1 Mbyte; Effettuando dei calcoli matematici questo sta a significare che si regge al massimo 7-8 transazioni al secondo.  E’ chiaro che, più bitcoin diverrà popolare più transazioni al secondo verranno processate e, arrivati alla massa critica, ci saranno dei ritardi nell’ autentificare le transazioni. 

 

Mining bitcoin e dimensione blocco.

aumento del bloccoTutto’ora bitcoin si regge su minatori. Ossia su macchine che effettuando calcoli matematici permettono l’immissione di moneta(bitcoin) tramite il ritrovamento di un blocco e la sua scrittura nella blockchain. Nello stesso momento, le stesse macchine, hanno il compito di controllare le transazioni e confermarle o meno; Queste transazioni, prima di essere processate dai miner, restano in uno spazio dedicato(mempool); ogni qualvolta si trova un blocco verranno prese dalla mempool, processate e inserite, in tale blocco, un X numero di transazioni. La scelta di quali transazioni processare prima o dopo avviene grazie alle tassa di transazione (fee) che sono scelte direttamente da chi effettua la transazione(più il valore è alto prima si verrà processati).

Abbiamo detto che un blocco può essere massimo di 1 Mb e quindi alcune verranno lasciate nella mempool causando ritardi. In pratica è come se andassimo in un negozio e consegnassimo una banconota da 100 euro al cassiere; Questo cassiere vuole ovviamente accertarsi che sia valida e scannerizza tale banconota nei comuni verificatori di banconote; potrebbe metterci qualche minuto, qualche ora o più causando disagi, problemi e ovviamente ritardi che si ripercuote su tutta la fila. 

Il mining è il fattore principale che ha consentito il successo di bitcoin. Ogni singolo bitcoin prodotto è stato generato tramite un sforzo di un calcolo matematico. Questo sforzo ha consumato risorse economiche (spese d’energia elettrica) e, quindi, ha determinato un prezzo. Inizialmente di pochi centesimi fino ad arrivare al valore attuale. Più forza di calcolo c’è in gioco maggiore sarà il costo di produzione; Ne consegue che o il prezzo aumenta o alcuni decideranno di spegnere tali macchine.

 

Chi mina bitcoin oggi?

Se fino a 3-4 anni fa era il ragazzino con la propria cpu e scheda video oggi è chiaro che il processo di estrazione è diventato un lavoro imprenditoriale non per tutti. Infatti si sono sempre più affermate realtà che tramite il processo di estrazione ci hanno fatto un lavoro vero e proprio.

A questo link possiamo vedere le percentuali di mining: https://blockchain.info/it/pools

 

Perchè no all’aumento del blocco

Con un aumento del blocco si assisterà a una centralizzazione del bitcoin sopratutto per il fatto che la gestione di un nodo diverrà oneroso per chiunque abbia volontà di inserirsi nel sistema. Comporterebbe un gravoso costo hardware e, se oggi è possibile avviare un nodo con un economico Raspberry, l’aumento del blocco porterebbe una difficoltà enorme per processori lowcost a gestire un processo superiore a 1mb. Per non parlare della banda internet che dovrà sopportare un carico maggiore. Lo spegnimento dei nodi amatoriali e la chiusura di quelli professionali lasceranno spazio alle grandi multinazionali che saranno in grado di controllare tutta la rete bitcoin. L’essenza di Bitcoin è la decentralizzazione.

L’aumento del blocco ci farà scontrare con due blockchain. Oltre ai disagi, che già si sono visti con Ethereum, seguirà un panico generale che potrebbe degenerare portando bitcoin al collasso in termini di valore rispetto alla moneta corrente. Il prezzo ribassista generato dal panico porterebbe molte aziende, che oggi si reggono sul bitcoin, al fallimento e riconquistare la fiducia sarà una impresa che potrebbe durare anni.

 

Chi vuole l’aumento del blocco?

Non vorrei generalizzare o creare flame ma credo che la maggioranza delle persone che desiderano il cambiamento sono di fatto persone che non rischiano nulla sulla loro pelle. Persone che sicuramente o probabilmente hanno caro bitcoin, ma non hanno interessi economici in gioco. A queste persone poco importa se ci saranno scompensi di valore visto che, probabilmente, hanno già “monetizzato” a suo tempo e, magari sono desiderosi di sfruttare un eventuale panic-sell.

 

La mia soluzione sul problema dell’aumento del blocco?

Ho ragionato molto su questo e, per quanto triste da dire, se non si trovano altre strade è quella di utilizzare bitcoin principalmente come riserva di valore e sfruttare altre criptovalute affermate come, per esempio, Litecoin per le spese/acquisti giornalieri. Sarà compito di chi incassa andare a convertire di tanto in tanto in bitcoin(o magari ci potranno essere servizi che eseguono il compito autonomamente). 

La pensi come me o la pensi diversamente? Fatti sentire commentando l’articolo..

 

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Mirko Feriotti aka Ziomik

Profeta del Bitcoin sin dagli esordi e fermamente convinto sulle potenzialità della moneta decentralizzata.

6 pensieri riguardo “Aumento del blocco bitcoin. Parliamone..

  • 18 dicembre 2016 in 13:27
    Permalink

    Mi ha passato l’articolo un amico su telegram.è da mesi che non cero di capire sta cosa del blocco e minchia con questo articolo l’ho capito.. Che ci voleva a spiegarlo cosi’^-^ Grazie

  • 18 dicembre 2016 in 14:12
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    Probabilmente quando è stato creato il codice non era previsto un boom così e ora ci si trova a prendere decisioni che comportano problemi ad alcuni però sistemano problematiche che ne limiterebbero la propagazione in determinati settori.

  • Avatar
    18 dicembre 2016 in 14:59
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    Per completezza d’informazione aggiungo quello che è pubblicamente ricercabile:

    Bitcoin è nato senza nessun limite di blocco.
    Luglio 2010 Satoshi Nakamoto modifica il codice mettendo un limite a 990.000 byte
    Settembre 2010 Satoshi Nakamoto modifica il codice mettendo un limite a 1.000.000 byte (1Mb)

    In entrambe le date non ha dato spiegazioni in merito sul perchè di questo limite ma,dopo un mese dalla modifica,in un post su bitcointalk si è allargato dichiarandosi a favore dell’aumento ma senza specificare date future su un possibile fork.

    Image

    poi,ulteriori suoi post,lasciano a pensare che il blocco a 1Mb non era stato pensato per consentire un utilizzo su dispositivi lowcost o per limitare il consumo di banda ma che abbia già immaginato un futuro aumento per favorire maggiormente la diffusione.

  • Avatar
    18 dicembre 2016 in 15:15
    Permalink

    Grazie Menga per la ulteriori info che completano dell’articolo.
    Comunque prima di prendere una posizione dobbiamo considerare che gli sviluppatori di bitcoin non potevano immaginare che dopo 6 anni la loro creatura avrebbe coinvolto milioni di persone e ottenuto una fiducia così alta, tale da coinvolgere governi, banche e multinazionali (alcuni pensano che già sapevano a tavolino che questo sarebbe accaduto ma i meno "complottisti" sanno bene che non può essere così).

    Inoltre consideriamo che la loro creatura non è più loro e che attualmente gli utilizzatori possono decidere con la loro testa il suo futuro. Questo per dire che, anche se hanno avuto una ottima, innovativa e rivoluzionaria idea non è che qualsiasi cosa sia stata detta/verrà detta da loro sia legge. ;)

  • Avatar
    18 dicembre 2016 in 16:35
    Permalink

    Quindi il tuo parere quale è?

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    19 dicembre 2016 in 11:06
    Permalink

    Mi sono limitato a segnalare quello che pensa Nakamoto :lol:
    Non ho la verità! Ma io credo che sia meglio aumentare il blocco, magari a 2Mb ma forse la penso così perchè non ho grandi ricchezze in bitcoin(purtroppo) e che non sono preoccupato da quello che potrebbe accadere durante il cambiamento


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